Lilith (2015) / 4 frammenti

I.

Oh Lilith, oh Eva. Contempleremo i morti? Lei scrive “BLOOD FOR SONGS” con marmellata di fragole sulla tovaglia di un piccolo bar. Torna a casa, alza lo schermo, la chat è ancora attiva. Un uomo sui quaranta scrive: “fai il 4 cn la mano”. Lei digita “INSANE FOR THE DESTINATION”. Poi mostra il dito medio e compie la verifica richiesta.  Continua a leggere

Daniele Maria Pegorari su “Il non potere (2002-2013)”

IL NON POTERE
Sigismundus, Ascoli Piceno 2014

Ho deciso di scrivere questa recensione, quando ho ritrovato la mail che scrissi a Davide Nota nell’ormai lontano 29 maggio 2010, comunicandogli le prime impressioni a caldo, dopo aver letto una delle fasi provvisorie di quest’opera che raccoglie un trittico poetico, al quale egli ha lavorato per poco più di un decennio, dal 2002 al 2013. Continua a leggere

Tre prose

Da Quaderno secondo (Gli orfani)

I.

Le prime chatroom del Novantanove, ricordi?
Quando sperimentammo la verità di esistere come puro pensiero. La scuola persisteva. Ritornavamo all’interfaccia spaziotemporale come da un viaggio segreto nelle regioni della simultaneità. Tutti erano pazzi e parlavano indossando antiche maschere di pixel e rovi. Quando tutti fingono, quando tutti sono sinceri. Ma è finito anche quel tempo. Continua a leggere

Per una poesia del margine

1. La muta

Ciò che resta della muta è la pellaccia tra i rovi. La poesia come scoria espulsa dalla polis mutante. Sotto il sole feroce del tardo capitalismo globale tradizione e pietà attendono entrambe di decomporsi. Consapevole rifiuto urbano quello che oggi mi si spalanca, come poeta e come giovane uomo, è la possibilità di riconoscermi in un’alterità. Esiliata e oltre le mura nasce un’esistenza nuova. Continua a leggere