Per una poesia del margine

1. La muta

Ciò che resta della muta è la pellaccia tra i rovi. La poesia come scoria espulsa dalla polis mutante. Sotto il sole feroce del tardo capitalismo globale tradizione e pietà attendono entrambe di decomporsi. Consapevole rifiuto urbano quello che oggi mi si spalanca, come poeta e come giovane uomo, è la possibilità di riconoscermi in un’alterità. Esiliata e oltre le mura nasce un’esistenza nuova. Continua a leggere